Ricordo di Don Carlo Pirola Sacerdote salesiano

Don Carlo nasce a Brianzola (Como), ora Castello di Brianza (Lecco) il 1 giugno 1923 da Angelo e da Riva Colomba. Unico figlio maschio (due sorelle nate dal precedente matrimonio di sua madre sono entrambe morte in tenera età), vive la sua infanzia in una famiglia abbastanza agiata e religiosa.
Dopo le scuole primarie frequentate al suo paese di nascita, forse influenzato dai preti della sua parrocchia,  prende  contatto con i Salesiani a Casale Monferrato il 20 ottobre 1938, dove compie  gli studi ginnasiali completati poi a Muzzano nel 1941. A Borgomanero compie gli studi di noviziato coronando l’anno con la prima professione (16 agosto 1942).
Negli anni successivi,  tempi non facili a causa della seconda guerra mondiale,  è inviato a Nave- Pavone Mella  per gli studi di filosofia;
 negli anni 1944-48 è presente per il tirocinio a Novara e a Borgomanero.  A Bollengo (Torino) compi gli studi di teologia;  qui, dopo aver ricevuto il Diaconato nel 1951, è ordinato sacerdote il 1 giugno 1952.
Nell’anno 1960-1961, frequenta a Pisa un corso di maestro d’arte che lo abilita all’insegnamento del disegno nelle scuole.
Novara, Borgomanero, Biella, Casale, Mirabello, Borgo San Martino e Muzzano sono le case che lo hanno visto presente per l’apostolato in mezzo ai giovani.
Nella sua lunga permanenza (34 anni) al collegio San Carlo come insegnante e come segretario della scuola,  si avvicina subito  alla allora nascente sezione AVIS e ne diventa  donatore nel novembre del 1970; è quasi naturale  che Guido Zavattaro, Fernando Barbano, Agostino Aceto, Luigi Bensi e i componenti del direttivo pensino a lui come nostro Cappellano  (l’appellativo è forse da far risalire ad Agostino Aceto, “Il generale”, per i suoi trascorsi nella guardia di finanza).
A partire dal 29 maggio 1975, prima festa sociale con la benedizione del  labaro,  partecipa alla vita della sezione come celebrante nelle funzioni religiose e ospite delle gite sociali, delle riunioni conviviali, delle premiazioni ( è stato lui per anni a compilare i diplomi dei premiati).  Il 28 aprile 2002 gli viene conferito  il premio di fedeltà come “Pioniere della sezione”.
Don Carletto, come eravamo soliti chiamarlo per via della sua statura, è rimasto fino all’ultimo molto legato ai suoi familiari, al suo  paese natio,  a Borgo San Martino e agli avisini con i quali ha sempre intrattenuto rapporti  improntati alla più viva cordialità e schiettezza.
Volentieri nei momenti di ilarità intratteneva gli amici con le sue barzellette; proverbiale era il suo tifo per il Milan.
Col passare degli anni la sua salute è stata molto provata, ma questo non gli ha impedito  di manifestare i tratti della salesianità con la semplicità che possedeva .
Gli ultimi giorni della sua vita li passa nel letto della sofferenza a “Casa Andrea Beltrami” a Muzzano.
Si spegne a Torino il 20 maggio 2008 e ora riposa nella tomba  di famiglia nel cimitero del paese natale.

                                                                        A cura di Aldo Ippolito